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Storytelling: raccontarsi dentro e fuori un'azienda

"Le favole non insegnano ai bambini che i draghi non esistono, questo lo sanno già. Le favole insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti" (Richard Keith Chesterton).

"Once upon a time..." la dolcezza e la magia di queste parole da bambini ci portavano nel mondo delle fate scintillanti e dei folletti dispettosi, degli orchi cattivi e dei draghi sputa fiamme, delle principesse da salvare e dei cavalieri coraggiosi. Crescendo, troppo spesso, dimentichiamo la potenza delle favole. Ogni favola che si rispetti ha un lieto fine: l'Eroe supera tutte le prove che il Cattivo costruisce e alla fine, grazie ad un po' di fortuna, o di magia, e ad un indomito coraggio, riesce a raggiungere la torre e a liberare la sua Bella.

Dalle favole impariamo che ogni Eroe raggiunge la torre, e il difficile, spesso, non è combattere il drago, ma capire quale sia il drago da combattere: chi è il Cattivo da sconfiggere? I raccontatori di favole, i narratori, ci impiegano pagine e pagine prima di rivelarlo: con le parole ci danno qualche indizio e ci indicano la pista da seguire. Ogni parola diventa importante per capire dove si celi il drago. Quindi la potenza della favola risiede nel valore inestimabile delle parole per ricostruire la traccia del racconto.

L'uomo racconta storie da che è uomo, o forse anche da prima. Questo ci permette di creare tracce, ricordi, immagini ed esempi prima per noi stessi e poi per poterli tramandare agli altri. Raccontare è il modo più semplice che abbiamo per mettere ordine tra i fatti che ci circondano.

Oggi, che siamo grandi e adulti, i draghi non sono scomparsi, hanno solo cambiato forma e nome; sono quindi più difficili da trovare e abbiamo bisogno di più indizi, di più informazioni, di più parole per riuscire a vederli. Ma per fortuna non ignoriamo la loro esistenza e siamo dotati dello strumento che fin da piccoli abbiamo imparato ad usare: le parole.

Raccontare quello che vediamo, quello che viviamo, quello che sentiamo è il primo passo per far cadere la maschera al drago.

Il mondo degli adulti, di cui le organizzazioni sono solo degli esempi, è pieno dei draghi di cui ci raccontavano da piccoli, ma non sono più pericolosi. Ognuno di noi è l'Eroe che passo dopo passo, parola dopo parola, pagina dopo pagina può capire, insieme a chi condivide con lui il sentiero che conduce alla torre dove si trova la Bella, quali siano le prove da superare.

Imparare a raccontarsi è un modo per mettere nero su bianco quali sono i draghi da sconfiggere, li rende visibili e quindi combattibili. Li rende reali e magari apparentemente più spaventosi, ma solo ciò che è reale può essere sconfitto. Ammettere l'esistenza di un drago significa avvicinarsi al tanto atteso Happy Ending.