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Di ogni errore deve restare il segno

"L'errore è l'elemento universale nella storia e nella geografia. Spesso funziona da scarto creativo e diventa l'eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità. E noi vogliamo celebrare quanto a lui dobbiamo in termini di crescita personale e conoscenza collettiva"
Clelia Sedda


Clelia Sedda ha progettato l'"Errorday", che ha avuto luogo a Bologna il 29 Febbraio 2016. L'idea è nata per celebrare l'”abbaglio che non blocca ma che spinge in avanti”, provocando l'estensione della nostra area di apprendimento. L'errore, dice l'attrice, è un comune denominatore dell'umanità.

Uno dei primi grandi apprendimenti della nostra vita riguarda l'imparare a camminare. Avvertiamo che lo stupore per primi passi di un bambino è spesso accompagnato da un fragoroso applauso nel momento in cui il culetto, accuratamente protetto dal pannolone, tocca terra. Si sa, i primi passi son duri da sostenere, e se il divano a cui aggrapparsi è lontano, cadere è un attimo. È un momento celebrativo perché il bambino si stacca delle braccia sicure della mamma e va verso l'ignoto: lascia il suo confort, la sua sicurezza, per dirigersi verso una terra che non conosce. La bellezza di quei primi passi sta nella gratificazione di parenti e amici quando il sederino tocca per terra. Si applaude tutto: il passo in più e la caduta e questa dà forma e vita all'apprendimento. Se il bambino non esce dal suo confort, se non va oltre, se non prova a raggiungere il divano, non ha modo di cadere e dunque non ha modo di imparare. I genitori spesso filmano questi eventi e, di certo, non cancellano le parti in cui la forza di gravità ha la meglio sui piedini ancora inesperti. E allora, quand'è che si inizia a cancellare le cadute? Quando gli scivoloni si coprono di una connotazione tanto negativa da essere eliminati? Quand'è che cominciamo a sentire il bisogno di nascondere l'errore?

Uno di questi momenti è rintracciabile intorno alla seconda elementare, quando dal lapis si passa alla penna. Questo evento, così importante nella vita del bambino, rischia oggi di essere compromesso dall'utilizzo della penna cancellabile. La penna cancellabile elimina l'errore dalla storia del bambino: il quaderno diventa un'opera artistica da esibire per la sua precisione e perfezione. Nasconde ciò che di più bello potrebbe racchiudere: l'apprendimento. Con una penna "normale" l'errore non si cancella, si segnala con un trattino sopra la parola sbagliata e si va avanti. Pagina dopo pagina, quaderno dopo quaderno, è possibile vedere l'apprendimento del bambino, attraverso la diminuzione delle parole segnate. Proprio come si elogiano i piedini che compiono ogni giorno un passo in più, allo stesso modo si esaltano le pagine che hanno sempre meno parole segnate. Insegnare ad un bambino che può capitare di commettere un errore, significa dargli la possibilità di continuare ad imparare e, proprio attraverso di essi, di estendere la propria area di apprendimento. Difatti, avere l'esempio di come una parola non si scrive aiuta a ricordare, o ad andare a cercare, il giusto modo per scriverla. Pertanto, in questa prospettiva, l'errore è prezioso perché, oltre che a rivelarla, permette la crescita.

C'è stato un tempo nel mondo delle organizzazioni in cui, in alcune realtà, veniva utilizzato l'approccio "trial and error". Questo metodo consentiva agli imprenditori di fare innumerevoli tentativi prima di raggiungere quel passo avanti chiamato innovazione. Tale approccio trova le sue origini nel metodo scientifico-sperimentale, in cui la parola esperimento sta proprio a significare l'iterazione di prove, nelle quali l'errore era previsto a priori. Tuttavia, con il crescere della pressione competitiva, l'utilizzo di questo approccio è venuto meno, sostituito dalla paura del fallimento. In realtà, la paura del fallimento porta a frenare il cambiamento. E’ un po’ come se il bambino che impara a camminare, prima di fare un nuovo passo, si mettesse a calcolare la percentuale di caduta. C’è modo di coniugare l’esigenza del risultato con l’importanza dell’errore?  Abbiamo rintracciato recentemente questo matrimonio nell’analisi di alcune startup. Queste aziende di nuove costituzione lavorano costantemente nella direzione di analisi degli errori commessi: ripercorrendo passo dopo passo il motivo per cui si è giunti ad un risultato inatteso. È un'operazione spiacevole e onerosa, rileggere quella pagina piena di trattini sulle parole, ma è dall'analisi di quelle parole che si opera l'apprendimento che sta alla base dell'innovazione e del cambiamento.

Lo psicologo svedese Samuel West ha inaugurato, lo scorso aprile, un Museo, al cui interno ci sono alcuni dei più grandi flop nella storia delle innovazioni. Ognuno di quei flop porta la firma di note e conosciute multinazionali che hanno continuato con successo la loro crescita, proprio grazie a quei flop, che hanno permesso loro di capire "dove non andare" e di spingersi verso nuove aperture.

Inseguire il candore di un quaderno immacolato non spinge all'apprendimento ma lo arresta. Provoca una stagnazione nella zona di confort: uscire da essa è faticoso, talvolta spiacevole, ma è uno dei modi che abbiamo per vincere sulla forza di gravità e raggiungere una nuova meta.