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DISTINGUERSI PER NON ESTINGUERSI

Cosa abbiamo imparato da questa lezione?

Volge al termine una settimana particolare, caratterizzata da aspetti che personalmente credo di non aver mai visto e provato nella mia esistenza. Emozioni ancora da classificare, immagini non comuni e soprattutto termini, parole usate con poco senno. Dal “è caccia al paziente 0” al “la signora positiva al CV ha partorito e la notizia è che il bambino è sano”. Mi rimane un senso di disorientamento e nausea e la sensazione che abbiamo “rischiato” di farci un gran male. Ognuno si è difeso come ha potuto e saputo, come era nella sua indole. Tutto lo spettro dei comportamenti ha avuto modo di essere rappresentato. Provando a far tesoro di quanto accaduto che cosa mi rimane? Al termine di una sessione di coaching è mia abitudine chiedere “cosa ti porti via da questa esperienza ?” Ho la sensazione che se rivolgessi questa domanda a molti potrei ottenere la risposta: niente! L’uomo moderno, comune, non vede l’ora di poter archiviare questa pagina per ricostruire il più velocemente possibile quel comfort in cui era immerso. Non si ferma a riflettere su ciò che di positivo c’è in questo contesto nuovo. Quali apprendimenti è possibile considerare per poter evolvere, per poterci distinguere! La possibilità di distinguerci per non estinguerci ci è stata offerta come dono, come possibilità per dimostrare che è in questi frangenti che l’uomo con la U maiuscola determina la sua differenza neuroscientifica con i primati superiori. Ma noi non interessa la scienza e in casi come questi meno che mai gli apprendimenti. Amiamo rifugiarci nel passato, nel tentativo di consolarci e convincerci che da situazioni come queste o simili o addirittura peggiori l’umanità è già passata. Non siamo inclini alla fatica e a generar futuro preferiamo ricercare la “via già battuta”, “la  strada vecchia”. Ma il nuovo non assomiglia a niente proprio perché è nuovo! Non c’è modo di assimilarlo a qualcosa di conosciuto. L’umanità di oggi non ha conosciuto la guerra, la peste, la carestia e al contempo non ha avuto modo di sviluppare i comportamenti distinguenti per venirne fuori. A noi è data l’occasione di una nuova sfida, che ci deve vedere capaci di affermare la nostra “superiorità”. Personalmente intendo distinguermi da tutto questo e intendo offrire il mio personale apprendimento, fatto di piccole cose che mi sono servite. La prima tra tutte è generare consapevolezza di noi stessi e avere chiaro chi siamo. Ho fatto una gran fatica a ricordare a me stesso quali sono i reali punti di forza che mi consentono di essere Luca. L’ho trovata nella mia vecchia rabbia, da tempo trasformata in determinazione, energia, passione, entusiasmo, fierezza, patriottismo. Da qui deriviamo le nostre possibilità di fare, agire e renderci utili. La seconda è la responsabilità sociale che è cosa diversa da quella divulgata dai media. E’ una abilità; quella di occuparsi coscientemente ed emozionalmente di persone e accadimenti. La terza è l’accettazione che mi ha nuovamente rispolverato il grande concetto di vulnerabilità, che l’uomo moderno non vuole accettare. Ho provato a distinguermi per non estinguermi miseramente e penso che questo mi abbia aiutato a superare la “settimana orribilis”.