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OGNUNO AL SUO POSTO

Riprende la scuola, riprendono le attività occupazionali, in un clima sì di incertezza ma anche di speranza, visto quello che lasciamo alle spalle. Riprende il traffico e si rinnova il nervosismo, e con lui quel corredo di comportamenti che pensavo potessimo annegare nel Covid.


Una voce fuori dal coro è quella di una Preside, o meglio Dirigente scolastica che affronta il pool di genitori di una classe 1 della scuola secondaria, e senza fronzoli e diversivi, in maniera educata ma altrettanto assertiva, dice: mi raccomando “ognuno al suo posto!”. Quanto mi piace!
Lo dice con piena responsabilità e proprio riferita a loro che pur se paganti di una scuola parificata, sono invitati a collaborare e rispettare ognuno la sua parte. Mi torna in mente il maestro Velasco che con la distinzione tra gruppo e squadra ricorda che la squadra è tale perché ognuno conosce e rispetta il suo ruolo.

Cari genitori tocca a noi. Abbiamo nuovamente una grande opportunità, quella di risvegliare il piacere di rispettare i doveri e guadagnarci i diritti. Sì perché i diritti arrivano solo se i doveri sono rispettati. E invece guarda un po’ cosa succede. Una mamma chiede se è proprio necessaria l’autocertificazione, e un papà al seguito, forse incoraggiato dai No-mask, solleva il tema delle mascherine inutili. Altri invece tacciono ma proveranno le scappatoie nei giorni successivi. Una mamma fa l’autocertificazione cumulativa per i due figli, mentre una seconda consente alla propria figlia di distinguersi indossando una mascherina fai da te non contemplata dalle normative. “Ne abbiamo il diritto”, si sente commentare, “perché paghiamo una retta e anche molto salata”. A questo punto penso che tocchi a me provare a garantirmi un minimo d’ordine mentale per poter educare mia figlia, che ascoltando e guardando gli accadimenti onestamente incomincia a chiedersi se io non sia lo stupido di turno.

Mi torna in mente che nel 1996 ebbi l’occasione di lavorare nel quartiere S.Paolo di Bari. Il taxi mi lasciava a un chilometro dal centro di formazione. Troppo pericoloso. Sulla porta un parroco con la p maiuscola. Uno che doveva risolvere un problema nodale: convincere dei ragazzini che studiare era una opportunità di vita migliore che “fare 5 autoradio al giorno” come i loro padri, molti dei quali pregiudicati. I ragazzi lo guardavano come fosse lo stupido di turno. Lui allora raccontò di cosa è un dovere e perché è tanto importante rispettarlo. Un dovere non è il comportamento imposto da una norma ma la legittima scelta di appartenere ad un sistema, società o squadra. E’ questo rispetto che ci rende liberi di goderci i diritti. E allora torno alla mia Preside e alla sua esortazione. Smettiamola di gareggiare inutilmente quando non serve e di dimostrare che abbiamo fregato il sistema. Stiamo fregando solo noi stessi. Rispettiamo coloro che con professionalità, competenze e dedizione offrono i perimetri di un sistema. Mamme e papà, fate un passo indietro. Qui giochiamo come genitori e in nessun altro ruolo.
Mettiamocelo in testa.